
Il metodo Ponseti è oggi considerato in tutto il mondo il trattamento più efficace del pes equinovaro (piede torto congenito). Nella maggior parte dei casi la terapia è non chirurgica e si basa su una correzione graduale e delicata del piede attraverso manipolazioni settimanali seguite dall’applicazione di un gesso
Svolgimento del trattamento con il gesso
Una volta alla settimana il piede viene corretto delicatamente da un medico esperto e portato in una posizione migliorata. Successivamente viene applicato un gesso cruro-podalico che va dalle dita del piede fino alla parte superiore della coscia. I gessi che arrivano solo sotto il ginocchio non sono in grado di mantenere stabilmente la correzione necessaria e non corrispondono alla tecnica originale di Ponseti.
Questo procedimento viene generalmente ripetuto da 4 a 8 volte. Grazie all’immobilizzazione con il gesso, tendini e legamenti hanno il tempo di allungarsi, mentre le ossa, sotto una pressione mirata, si modellano progressivamente nella posizione corretta.
Importante:
• La manipolazione viene eseguita sempre in modo delicato e senza alcuna forza.
• Durante la mobilizzazione il tallone non viene fissato.
• Il bambino non deve essere ferito.
L’applicazione del gesso viene eseguita esclusivamente da un medico esperto, assistito da un collaboratore. Il medico modella il gesso con precisione, poiché la qualità del modellamento è determinante per il successo del trattamento.
Quando dovrebbe essere raggiunta la correzione?
Al più tardi dopo il sesto-ottavo gesso, il piede dovrebbe essere in gran parte corretto in posizione neutra.
Se dopo sei cambi di gesso non si osserva un miglioramento evidente, è consigliabile richiedere un secondo parere. Potrebbe trattarsi di un piede torto atipico o complesso.

Caratteristiche di un gesso applicato correttamente
Un gesso Ponseti applicato a regola d’arte:
• si estende fino alla parte superiore della coscia
• è leggermente allargato in quella zona per evitare punti di pressione
• offre spazio sufficiente per controllare le dita del piede
• permette di osservare la circolazione sanguigna ed eventuali gonfiori
• è leggero e modellato in modo liscio
• nei bambini attivi che gattonano viene rinforzato nella zona del ginocchio
Gessi modellati in modo impreciso o non ben aderenti possono essere un segnale di scarsa esperienza con il metodo Ponseti.
In linea generale vale quanto segue: ogni deviazione dalla tecnica originale di Ponseti riduce la probabilità di successo del trattamento.
Cura del gesso
Il gesso deve essere mantenuto pulito e asciutto. I pannolini devono essere cambiati più frequentemente. È importante non ripiegare il pannolino sopra il bordo del gesso, per evitare sporco e irritazioni della pelle.
In presenza dei seguenti segnali è necessario intervenire immediatamente:
• Il gesso scivola o si allenta
• Le dita del piede scompaiono all’interno del gesso
• Si verificano gonfiori
• La circolazione sanguigna appare compromessa
In casi urgenti il gesso può essere rimosso con cautela anche autonomamente. In caso di complicazioni, il medico curante decide come procedere ulteriormente.
Tenotomia – l’ultimo passo della fase di ingessatura

In circa il 95% dei bambini, dopo la serie di gessi segue una tenotomia del tendine d’Achille. Si tratta di un piccolo intervento chirurgico in cui il tendine d’Achille viene reciso attraverso un’incisione di circa 5 mm.
L’intervento viene eseguito in anestesia locale oppure in breve anestesia generale e dura solo pochi minuti.
Successivamente viene applicato un ultimo gesso, che rimane in sede per circa 3 settimane (nei bambini più grandi eventualmente 4 settimane). Durante questo periodo il tendine d’Achille guarisce completamente nella posizione allungata.
La posizione del piede nell’ultimo gesso appare spesso insolita:
• 60–70° di abduzione (il piede ruota verso l’esterno)
• 10–15° di dorsiflessione (le dita si sollevano verso l’alto)
Questa correzione marcata è tuttavia necessaria per garantire un risultato terapeutico stabile.

La fase del tutore – decisiva per il successo a lungo termine
Dopo la rimozione dell’ultimo gesso inizia il trattamento con il tutore. È una parte indispensabile della terapia secondo Ponseti.
• All’inizio il tutore viene indossato 23 ore al giorno
• Successivamente solo durante la notte e i sonnellini diurni
• Durata media di utilizzo: circa 4 anni
Da questo momento in poi, il successo terapeutico a lungo termine dipende in modo determinante dalla collaborazione costante dei genitori. L’uso irregolare del tutore è la causa più frequente delle recidive.
Trattamento nei bambini più grandi
Sebbene il metodo Ponseti sia più efficace nei neonati, può essere applicato in linea di principio anche nei bambini più grandi. In alcuni casi può essere necessario un intervento chirurgico aggiuntivo. Tuttavia, un precedente trattamento secondo Ponseti riduce generalmente in modo significativo l’estensione e la complessità di un eventuale intervento successivo.